Confessione Scandalosa: Sesso Divino con un’Aliena Viola su Eredius III
L’argine sabbioso del ruisello brucia sotto i due soli. Blu e arancione martellano la pelle. Umidità soffocante, giungla che ansima. Esco dall’acqua tiepida, nuda la carne stillante. Mi stendo, pistola vicina, vestiti ammucchiati. Cuore già pesante. Solitudine divora. Mano scivola sul cazzo, semi-eretto. Lo stringo. Lento. Immagino Éloïse, culo tondo. Accelerò. Pulsazioni violente. Pelle sudata, vene gonfie. Battito rimbomba nelle tempie. Tutto rosso. Urgenza. Voglio esplodere.
Cedo nei cespugli. Occhi spalancati. Lei. Aliena. Pelle mauve, quasi nera. Tre tette piccole, perfette. Capelli blu-verdi, antenne tremanti. Occhi grigi, paillettes d’oro e argento. Vulva umana, ma estranea. Nuda. Fissa il mio cazzo duro. Fascino puro. Avanza. Ginocchia sul sabbia. Tocco il mio naso, curiosa. Pelle sua: seta rovente. Scende. Torso. Tatùaggio scorpione. Poi afferra la verga. Stringe. Forte. Branla piano. Esploro. Dita tra natiche. Fessura calda, gluosa. Labbra extra. Nessun clito. Lei roucchia. Io mordo un capezzolo. Succhio. Lei accelera. Cuore impazzito. Sudore mischiato. Desiderio animale. La voglio. Ora.
La Febbre
La stendo. Schiena sulla sabbia. Gambe aperte. Invito muto. Invece, tuffo la lingua. Gusto alieno: acqua densa, calda. Lei trema. Prima crispa. Poi geme. Feula. Premere viso. Lingua dentro. Succhio labbra. Urla. Spasmi. Corpo in fiamme.
L’Incendio
Lei ribalta. Mi allunga. Sale. Impala. Bruciante. Tunnel bosses, stringe gland. Dolore-placere. Chevauche selvaggia. Mani sul ventre. Io strizzo tette. Tiro capezzoli. Lingua biforcuta lecca labbra. Occhi fusi. Battito unisono. Unghie graffiano. Io resisto. Lei esplode. Grido primordiale. Io scarico. Getti caldi dentro. Sudore cola. Corpi incollati.
Crolla su me. Cazzo molle in lei. Resta. Poi scivola via. Fianco a fianco. “Miirazi”, dice. Punta cuore. “Markus”. Sorride. Prende armi. Punta soli, sabbia, mia fronte. Scompare nella giungla. Pelle ancora freme. Sperma e glu suo tra gambe. Rinsciacquo nel ruscello. Domani. Stesso posto. Cuore accelera al pensiero. Questa febbre non passa.



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