Confessione dal Laboratorio: 412 Pensieri di Sesso al Giorno

Il laboratorio puzzava di caffè stantio e circuiti surriscaldati. Nascosto tra il chiasso del fast-food e i gemiti della palestra nel centro commerciale. Io, Chloé, con la mia blusa bianca tesa sui seni, fissavo lo schermo. Donatien accanto, il suo odore maschio mi invadeva. I risultati del Slipomètre 3000 lampeggiavano: 412 pensieri al giorno. Uguali per tutti. Per noi. Cuore che martella. Sudore sulla nuca. Le sue mani sfiorano il mio braccio. Accidenti. Il desiderio sale, rosso, vorace. Lo guardo. Occhi grigi, pieni di fame repressa. Tre anni di sguardi rubati. Di bluse che si tendono. Di boxer testati che mi fanno immaginare il suo cazzo duro. ‘Chloé’, mormora. Voce roca. Mi giro. Le sue labbra a un soffio. Pelle che brucia. Respiro corto. Le tette mi pesano, capezzoli duri contro il tessuto. Lui mi afferra i fianchi. Urgente. Pericoloso. ‘Non apriamo quel file’, dice. Ma i nostri corpi urlano sì. Il suo pollice preme sul mio osso iliaco. Scintille. Gambe che tremano. Voglio lui. Dentro. Ora. La febbre mi divora. Stringo la sua camicia. Sento il battito sotto la pelle. Accelerato. Come il mio. Labbra che si sfiorano. Lingua che invade. Sale in bocca, bagnata, affamata. Mani che scivolano sotto la gonna. Stringa rossa del prototipo che si bagna. Lui geme. Io ansimo. Tutto diventa rosso. Rosso sangue. Rosso fuoco. Non resisto. Lo spingo contro il tavolo. Sbottono i suoi pantaloni. Cazzo eretto. Pulsante. Mio.

Le sue mani mi strappano la blusa. Seni liberi. Bocca che li divora. Denti sui capezzoli. Dolore dolce. Urlo sommesso. Gambe aperte sul tavolo. Lui tra le cosce. Stringa strappata. Capelli biondi appiccicati al sudore. Il suo cazzo preme. Entra. Lento. Profondo. Mi riempie. Carne che si fonde. Spingo i fianchi. Voglio di più. Selvaggio. Senza freni. Colpi violenti. Tavolo che sbatte. Sudore che cola. Il suo fiato sul collo. ‘Cazzo, Chloé’. Io graffio la sua schiena. Unghie nella carne. Battiti sincronizzati. 412 volte. Ma ora è una. Infinita. Mi ribalto. A cavlo. Lo cavalco. Cazzo che affonda. Muco che sgocciola. Puzza di sesso. Urlo. Lui mi stringe il culo. Dita che premono l’ano. Fuoco. Orgasmos che monta. Gambe che tremano. Vengo. Violenta. Spremuta. Lui esplode dentro. Caldo. Colante. Restiamo uniti. Ansimi. Pelle appiccicosa. Controllo perso. Totale. Divorante.

La Febbre

Cadiamo sul letto improvvisato, il divano del laboratorio trasformato in alcova. Nudi. Pelle ancora rovente. Cuori che rallentano. Il suo sperma cola tra le cosce. Dolce bruciore. Lo guardo. Sorriso complice. ‘412 volte’, sussurro. Ride. Mani che accarezzano i miei fianchi. ‘E cibo 500’. Silenzio. Profondo. Unico. Il mondo fuori urla sui social. Noi qui. Marchiati. Sazi. Ma già un nuovo pensiero pulsa. Pericoloso. Divino. Il laboratorio tace. Solo noi. Ceneri calde. Pronti a riaccendersi.

Post Comment

You May Have Missed