Confessione Scandalosa: Il Fuoco Proibito con il Mio Beau-Frère nella Veranda

Nella veranda rovente del pomeriggio, l’aria è densa, appiccicosa. Io, Antigone, seduta con la jupette nera arrotolata sulle cosce, il corsage beige slacciato. Roland, solo in costume, il suo corpo peloso luccica di sudore. Abbiamo pranzato bene, bevuto troppo: aperitivi, vino, digestivo. Le mie guance bruciano, il cuore martella.

“Là, échancre un peu plus ton col”, dice lui, quasi un ordine. Le dita tremano, slaccio un bottone. Fa caldo, troppo. Si alza, le sue mani aprono il mio chemisier. I miei seni emergono, pesanti, 95D che cedono alla gravità. Aréole larghe, scure. Tétons duri, doloranti.

La Febbre

Mi guarda, sorride. Disegna. Poi mi mostra: un ritratto pudico, uno con me nuda, seini fantasmati. “Non sono così”, balbetto, l’alcol scioglie la lingua. “Più pesanti, aréole più grandi”. Idiota, perché lo dico?

Lui si alza, erezione evidente sotto il costume. Mi fa levare, finisce di slacciare. Bikini cade. Nuda. Lui pure. La mia mano afferra il suo sesso: corto ma spesso, mostruoso. Vene pulsanti. Pelle calda, vellutata. Il cuore mi esplode nel petto. Sudore cola tra i seni.

Le sue labbra sulle mie. Resisto un secondo. Poi lingue si intrecciano, umide, affamate. Mani sui miei seni: strizza, tira i tétons. Gemo. La fica pulsa, bagnata. Urgenza. Pelle contro pelle, peli ruvidi sul mio ventre liscio. Bacio profondo, saliva che cola.

La febbre sale. Gambe molli. Lui mi spinge contro il tavolo di vimini, schiena inarcata. Bocca sul collo, succhia. Mordicchia. Mani scendono, aprono la fica. Dita dentro, viscide. Ansimo. “Roland…”, sussurro. Ma il corpo tradisce. Fianchi spingono avanti.

Cuore rimbomba nelle orecchie. Calore ovunque: interno, esterno. Sudore mischiato. Odore di sesso nell’aria umida. Voglio di più. Pericoloso. Divorante.

L’Incendio

Le sue mani mi girano. Schiena al tavolo. Mi piega. Cazzo contro il culo. Spinge. Entra piano, spesso. Strappa un urlo. Pieno. Troppo. Pelle che brucia allo sfregamento. Dentro, pulsa. Io sudo, tremo. “Cazzo, sì”, grido.

L’incendio divampa. Spinge forte, ritmico. Schiocchi umidi. Seni ballano, dondolano. Afferra uno, torce il téton. Dolore-pleasure. Faccia nei capelli, morde la nuca. Io spingo indietro, urgenza di possesso. “Più forte”, ansimo. Lui obbedisce. Selvaggio.

Gira di nuovo. Gambe spalancate sul tavolo. Entra profondo. Occhi negli occhi. Sudore gocciola dal suo petto peloso sul mio. Cuori impazziti. Ogni spinta: onda di calore. Fica stringe, spasmi. “Vengo”, gemo. Lui accelera, grugnisce. Scoppia dentro, caldo, viscoso.

Crolliamo. Pelle appiccicosa, uniti. Respiro affannoso. Il fuoco si spegne piano. Resto lì, cazzo ancora semi-duro dentro. Gambe tremanti. Seni arrossati, segnati.

Si ritira. Sperma cola tra le cosce. Mi guarda, sorride. “Bellissimo”, dice. Io annuisco, svuotata. Pelle ancora bruciante. Cuore rallenta. Realizzo: Charles e Brigitte via, noi soli. Peccato? No. Piacere totale. Pericoloso. Unico.

Ci rivestiamo lenti. Sudore asciuga, appiccicoso. Bacio leggero. Segreto nostro. L’erba era più verde. Molto di più.

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