Confessione Bollente: La Mia Christina in Suite a Montréal

Entro nella suite executive, il vélo contro il muro. Doccia fresca, ma il cazzo già duro per il ricordo. Christina bussa. Apro. Il suo sorriso da gatta, occhi che divorano la mia pelle bagnata. ‘Let’s get physical’, sussurra con quell’accento che mi fa impazzire. La towel vola via. Nuda? No, sotto il cappotto, come la prima volta. Lo apre piano. Pelle dorata, lingerie nera, tette sode che spingono contro il pizzo. Il cuore mi martella nel petto. Sento il sangue pulsare alle tempie. Lei avanza, calore del suo corpo mi avvolge. Mani sulle mie spalle, unghie che graffiano lieve. Le mie labbra trovano le sue. Bacio vorace, lingue che si intrecciano, saliva calda. Il suo ventre preme contro il mio cazzo eretto. Geme piano, vibrazione nel mio petto. Ricordo la prima volta: lei davanti a me, cappotto aperto, gambe lunghe nei bas resille. Ora è qui, due anni dopo, ma la fame è la stessa. Mani sui suoi fianchi, seta sotto i polpastrelli. La spingo sul letto king size. Si sdraia, capelli neri sparsi sul cuscino. Il mio battito accelera, sudore già sulla schiena. Lei allarga le cosce, invito muto. Profumo di arancio fiorito mi invade. Pelle bollente, febbre che sale. Dita scivolano sul suo monte, bagnata già. Urgenza mi stringe lo stomaco. Voglio possederla ora.

Lei mi strattona giù. Bocca sul suo collo, mordo piano. Pelle salata, cuore che galoppa sotto la lingua. Mani ovunque: tette libere dal reggiseno, capezzoli duri come sassi. Li succhio forte, lei inarca la schiena. ‘Fuck me’, ansima. Cazzo pulsa, vene gonfie. La culotte via, dita dentro di lei. Stretta, umida, succhia le mie falangi. Gira i fianchi, urlando basso. La lecco, clitoride turgido, sapore muschiato. Lingua veloce, lei trema. Orgasmo la travolge rapido, come la prima volta. Gambe mi stringono la testa, unghie nei capelli. ‘Yes! Yes!’, grida. Io resisto, cazzo che gocciola pre-sperma. La giro a pecorina. Culo perfetto, dorato. Spingo dentro. Calore avvolgente, pareti che pulsano. Martello forte, palle che sbattono. Sudore cola, corpi che scivolano. Lei spinge indietro, selvaggia. ‘Harder!’, ordina. Obbedisco, affondi profondi. Il letto cigola, pareti tremanti. Sento il suo secondo orgasmo montare, muscoli che si stringono. Vengo dentro, getti caldi, urla unite. Selvaggio, senza freni. Pelle arrossata, fiato corto.

La Febbre

Cadiamo sul letto, corpi intrecciati. Pelle ancora bruciante, cuori che rallentano piano. Sudore ci incolla, odore di sesso nell’aria. Lei ride piano, dito sul mio petto. ‘Ancora tu mi fai impazzire’. Bacio la sua spalla, sapore salato. Fuori, Montréal freme indifferente. Qui, tempo sospeso. Mani accarezzano pigre, capezzoli ancora sensibili. Respiro suo sul collo, calma che avvolge. Unico, questo fuoco che non si spegne. Lei si alza, lingerie disfatta. Doccia insieme? No, resta così, marchio del piacere. Esco prima, ma la mente resta lì, tra quelle lenzuola umide. Passione totale, pericolosa. Vale tutto.

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