Confessione Ardente: L’Incontro con Malika sul Fiume
Guido il mio camping-car tra Vienne e Budapest. Pomeriggio stanco. Passo la frontiera. Voglia di pausa. Esce dall’autostrada alla prima station-service. Parcheggio. Chiudo bene. Caffè insipido al bar. Fuori, parcheggio sinistro. Alberi alti. Macchine sparse. Rifiuti ovunque. Vicino a una Trabant, lei. Bionda giovane. Attrattiva da lontano. Mi avvicino. Chemisier bianco scollato, nodo in vita. Gonna nera aderente, cortissima. Piedi nudi. Borsa pesante sul bitume. Diciannove anni max. Povera ma sorridente. Sportiva. Capelli corti garçonne. Occhi azzurri. Pelle pallida. Gambe muscolose. Culo sodo. Seni nascosti dal chemisier gonfio, bottoni aperti su lentiggini. Prostituta occasionale? Aria calda. Fatica. Nessuno mi aspetta. Parking deserto. Le chiedo in tedesco, inglese, francese. ‘Cosa fai? Ti porto in città?’ Lei risponde in francese, accento slavo. ‘Aspetto un passaggio.’ ‘Fai l’amore per 200 franchi?’ Accetta. Si butta al collo. Baci umidi. Ride. ‘Felice di francese. Serge?’ ‘Sì. Tu?’ ‘Malika, romena.’ ‘Dove?’ ‘Nel tuo veicolo, stradicciola dietro il bar.’ Cinque minuti. Due salici piangenti. Fiume. Campi piatti. Deserto. Matelas mousse. Telo rosso. Dietro il bus, tra alberi. Lei teme zanzare. Io preveggente. ‘Desideri?’ ‘Tutto. Spogliati piano. Esibisciti.’ ‘Ti succhio?’ ‘Sì. Cazzo, ascelle, capezzoli, orecchie, palle, perineo, ano.’ ‘Jouisseur. Anch’io. Eccoti lubrificante. Preservativi.’ Si spoglia. Nodo sciolto. Bottoni. Seni piccoli, perfetti. Areole chiare. Capezzoli duri. Li abbassa su di me. Soffio caldo. Gonna giù. Slip nylon. Si gira. Culo vicino. Fende piano. Triangolo pubico curato. Labbra aperte. Ninfette viola. Clit ben formato. Dentro rosa umido. Avvicina al mio fiato. Trema. Si ritira. Avvicina. Frena. Culo. Ano scuro, raggrinzito. Va e vieni lenti. ‘Ti spoglio?’ Annuisco. Scarpe via. Calzini. ‘Meglio nudi.’ Tee-shirt. Bronzato. Spalle larghe. Pantaloni. Slip verde minuscolo. Cazzo semi-eretto. Circonciso. Glande rosa texturizzato. Palle ferme. Peli folti. Ano nero stretto. ‘Tête-bêche. Vicini. Solo soffi.’ Si sdraia. Gambe aperte. Vagina esposta. Odore lieve. Fiato mio su lei. Caldo suo su me. Cuore galoppa. Pelle brucia. Desiderio rosso. Afflusso sangue. Erezione totale. Ritmo respiri sincronizzati. Vagina pulsa. Io al limite.
Soffio accelera. Lei geme. Contrazioni violente. Orgasmo. Profondità rosa. Io urlo. Sborro sul viso. Tre getti. Lei assapora. Primo tocco. Teste tra gambe. Lingue lambiscono. Calmiamo. Sdraiati. Lei si pulisce. ‘Incredibile.’ ‘Jouita fort.’ Bacio lungo. Seduti. ‘Sete.’ Jus d’orange fresco. ‘Vieni a Budapest con me. Hotel. Scopri città.’ ‘Non la conosco. Fuggita da camionista stupratore. Scarpe perse. Non puta vera. Studentessa lingue. Accetto.’ Ripartiamo veloci.
La Febbre
Pelle ancora calda. Battito rallenta piano. Ricordo il fiume. Quel soffio come coito. Unico. Promesse di altro. Notte Budapest. Altrove. Desiderio rinasce già.
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