Confessione di Caroline: La Febbre della Carne da Solange
Mi sveglio nel letto di Solange, la figa ancora pulsanti, bagnata di umori secchi. Il cuore mi rimbomba nel petto, come un tamburo di guerra. Ho geme troppo forte stanotte, masturbandomi furiosamente pensando a lei, a loro, a quelle code che la sfondavano. La pelle brucia sotto le lenzuola, sudata, ipersensibile. Ogni battito accelera il sangue tra le cosce. Scendo in cucina, passi felpati. Solange versa caffè, viso pallido, occhi che schivano i miei. Hervé siede al tavolo, camicia aperta sul petto villoso, mi fissa. Quel ghigno. “Dormito bene, Caroline? Abbiamo sentito… rumori.” Il suo sguardo mi trafigge la nuisette sottile. Sento il calore salire, guance in fiamme, capezzoli che si induriscono. Tutto diventa rosso. Il desiderio mi divora. Voglio le sue mani ruvide su di me, quel cazzo che ho spiato gonfio e violaceo. Solange balbetta scuse, esce per la spesa. “Torno presto.” La porta sbatte. Soli. Lui si alza, alto, muscoloso. L’odore di uomo mi invade, sudore e pastis della notte. Il cuore mi esplode. Mi avvicino, tremante. “Ti ho sentita, troietta. Urlavi come se ti stessimo scopando tutti.” Le sue parole mi colpiscono la figa come una scarica. Ansimo. Pelle d’oca, urgenza che pulsa.
Mi afferra i fianchi, mi sbatte contro il muro della cucina. Bocca sulla mia, lingua rude che mi fotte la gola. Strappa la nuisette, tette libere che rimbalzano. Capezzoli tra i denti, morsi che strappano gemiti. Mano giù, dita nella figa fradicia. “Cazzo, sei una pozza.” Tre dita dentro, pompa veloce. Gambe molli, mi reggo a lui. “Voglio la tua coda, Hervé. Scopami come una puttana.” Lo spingo giù i pantaloni. Cazzo enorme, venoso, cappella gonfia. Lo afferro, pelle calda che pulsa. Lo masturbo furiosa, saliva che cola. Lui grugnisce, mi getta sul tavolo. Cosce spalancate, figa esposta, clitoride turgido. Me lo sbatte in faccia. “Succhialo, Caroline. Bevi come Solange.” Lo ingoio, gola piena, conati di piacere. Lo scopo con la bocca, lingua che lecca l’asta, palle in mano. Sudore cola tra i seni. Mi tira i capelli, fotte la faccia. Poi mi gira, culo in aria. Schiaffo forte sulle chiappe. “Apri.” Spingo indietro, figa affamata. Entra secco, uno affondo brutale. Urlo, pareti dilatate, piene. Pelle che sbatte, tavolino che trema. “Più forte! Spaccami!” Pompa selvaggio, palle che sbattono sul clito. Cuore impazzito, sudore che ci unisce. Vengo, convulsioni, spruzzo umori. Lui accelera, grida, mi inonda. Sborra calda che cola dalle labbra della figa.
La Febbre
Cadiamo sul pavimento freddo, corpi appiccicosi, fiati rauchi. Pelle ancora bruciante, capezzoli sensibili al minimo tocco. Lui mi accarezza la schiena, dita pigre nella fessura bagnata. “Brava ragazza. Solange lo sa, le piace condividere.” Sorrido, esausta, ossa molli. Il cuore rallenta, ma l’eco del piacere pulsa. Ho perso il controllo, mi sono data tutta. Unico, divorante. Domani? Chissenefrega. Valeva ogni rischio.



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