Confessione: La Suocera nella Suite del Senegal
Nella suite dell’hotel a Saly, Senegal, il calore umido mi soffoca. Huguette mi invita con quella voce riconoscibile tra mille. Mi alzo dal palmier, seguo il suo culo perfetto nel bikini giallo-arancio. Entro, chiudo la porta. Lei è lì, sul letto, braccia e gambe spalancate. Pelle accesa dal sole, monte di Venere gonfio sotto il tessuto umido. Il cuore mi pompa sangue nelle vene, tempie che pulsano. Mi inginocchio, bocca sul bikini. Lino zuppo di lei. Lecco avido, assaporo il sale misto al suo miele. Mani nei capelli, mi tira su. Labbra sulle sue, lingue che duellano furiose. Maillots volano via. Torno giù, affondo nella foresta pubica. Lingua nei suoi buchi, clitoride turgido. Gemi, trema. Pelle bollente contro la mia guancia. Il mio cazzo pulsa, duro come ferro. Urgenza mi divora, devo possederla ora.
La spingo sul letto. Gambe aperte, entro piano nella figa fradicia. Profondo, fino in fondo. Lei sorride, conquistata. Ritraggo, miro l’ano. Gambe intorno alla mia vita. Spingo. Mi ingoia tutto. Resto fermo, sento i muscoli stringere. Poi pompo, selvaggio. Alterna figa e culo, frenesia. Mani sue sulle mie natiche, unghie che graffiano. Mi eccita da morire. Orgasmo ci travolge insieme. Mi svuoto nel suo culo, urla soffocate dalle nostre bocche. Esco piano. Filetto bianco cola dall’ano dilatato. Istinto animale: lecco, assorbo il mio sperma dal suo buco. Lei geme, mi tira i capelli, vuole assaggiare. Lingue miste di crema e sudore.
La Febbre del Desiderio
Doccia bollente ci risveglia. Acqua su corpi ardenti. Tête-bêche sul pavimento, lei divora il mio cazzo, palle, dito nel mio culo. Io mordo il suo clitoride enorme, dita in figa e ano. Competizione perversa: chi penetra di più. Lei mi dilata, tre dita nel mio stretto. Io la riempio, mano intera quasi. Gemo come lei. Mi metto a pecora, culo offerto. Dita e lingua nel mio buco, mano che mi sega furiosa. Esplodo tra le sue dita. Lei mi spinge via, a quattro zampe. Mangio la sua jungla fradicia. Inonda la mia faccia. Crolliamo sul piastrelle, acqua fresca su pelli roventi. Abbracciati, respiri affannati. Pelle ancora fremente, cuori al rallentatore. Qualcosa di unico ci lega, eterno. Sudore evapora piano, corpi appiccicati. Silenzio rotto solo da sospiri. Ho vissuto l’inferno del piacere.



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