Confessione: Il Fuoco Proibito con Mathilde, Moglie del Vichino Crétin
Entro in casa sua. Bouquet di rose rosse stretto in mano. Lei, Mathilde, pull rosa che accarezza curve perfette. Occhi che brillano. Cuore mio accelera. Thump-thump. Sudore alla base del collo. Profumo di lei invade. Dolce. Umido. Invitante. ‘Un tè?’, dice tremando. Voce bassa. Labbra umide. Annuisco. Porte si chiude. Silenzio rotto solo da respiri. Mani sue sfiorano le mie. Caldo. Elettrico. Rose sul tavolo. Dita intrecciano. Pelle freme. La guardo. Guance rosse. Come il pull. Come il mio sangue che pompa furioso. Mi avvicino. Naso nel suo collo. Inspiro. Muschio. Desiderio. Lei ansima. Petto si alza. Battito contro il mio. Veloce. Disperato. Labbra sfiorano. Morbide. Calde. Lingua tocca. Sale. Urgenza cresce. Mani su fianchi. Stretti. Possesso. Lei geme piano. Corpi si incollano. Sto duro. Contro di lei. Senti? Sì. Ansima più forte. Camicia slacciata. Seni liberi. Capezzoli turgidi. Bocca mia li prende. Succhio. Mordicchio. Lei inarca. Grida soffocate. Gambe tremano. Le mie mani scendono. Sotto gonna. Mutandine umide. Strappo. Dita dentro. Bagnata. Stretta. Geme. ‘Sì…’. Cuore martella. Sudore cola. Pelle brucia. La spingo contro muro. Vestiti volano. Nuda. Perfetta. Rosea ovunque. La voglio. Ora. Tutto. Divorante.



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