Confessione Bollente: Due Ore di Fuoco con Olaf de Sinope 6 nella Vecchia Macchina
L’epave della vecchia macchina arrugginita nel campo delle naiadi. Foglie di vite frusciano fuori. Dentro, l’aria densa, umida. Olaf mi fissa. Occhi penetranti. Pelle ruvida, bedana sudata. Il mio cuore martella. Bum-bum. Accelerando. Le sue mani grandi afferrano i miei fianchi. Dita che affondano. Calore sale dal basso ventre. Rosso. Tutto diventa rosso. Le naiadi fuori sussurrano. Invidiano. Io ansimo già. Le sue labbra carnose sfiorano il mio collo. Bacio umido. Denti che mordono piano. La febbre mi invade. Pelle che brucia. Seni tesi contro il suo petto peloso. Sento il suo cazzo duro premere contro la mia coscia. Enorme. Come un’arma. Urgenza. Voglio possederlo. Ora. Le gambe si aprono da sole. Pagne di vite strappato. Nuda. Esposta. Lui ringhia. Voce di tuono. “Sei mia, Cyrielle.” No. Io sono sua. E lui mio. Sudore cola tra i nostri corpi. Battito cardiaco impazzito. Sincrono. Il mondo sparisce. Solo noi. Nella macchina che cigola.
Le sue mani mi spingono sul sedile posteriore. Pelle logora contro la mia schiena nuda. Fredda. Ma lui caldo. Bollente. Mi apre le cosce. Dita ruvide sfregano la fica bagnata. Scivolano dentro. Due. Tre. Gemo forte. Arco la schiena. “Più forte, Olaf.” Lui obbedisce. Pollice sul clito. Cerchi veloci. Io godo già. Liquidi colano. Lui lecca le dita. Sapore mio. Poi la lingua. Sulla fica. Lappa avido. Denti che graffiano. Vengo la prima volta. Urlo. Corpo che trema. Lui non ferma. Mi gira. A pecorina. Cazzo contro il culo. Sfrega. Entra piano. Centimetro per centimetro. Pieno. Mi riempie tutta. Sto per esplodere. Spinge. Forte. Ritmo selvaggio. Macchina che balla. Vetri appannati. Sudore vola. Io spingo indietro. Lo cavalco. Unghie nella sua carne. “Fottimi, Olaf!” Lui ruggisce. Mano nei miei capelli rossi. Tira. Dolore dolce. Colpi profondi. Sento le palle sbattere. Calore interno. Cuore che pompa sangue bollente. Ogni spinta un fuoco. Vengo ancora. Stretta intorno a lui. Lui continua. Ore. Due ore. Posizioni. Sopra. Sotto. Contro il finestrino. Gambe in aria. Bocca sul suo cazzo. Succhio. Gola profonda. Sborra in bocca. Ingoio. Poi ancora. Dentro. Fuori. Selvaggio. Senza freni. Pericoloso. Potrebbe rompersi tutto. Ma non importa. Intensità pura. Perdiamo controllo.
La Febbre del Desiderio
Finalmente. L’ultimo ruggito. Sborra dentro di me. Calda. Abbondante. Colata. Io crollo. Pelle ancora bruciante. Fiato corto. Cuori che rallentano. Lui esce. Piano. Liquidi gocciolano. Mi accarezza la guancia. Barba ispida. Sorriso stanco. “Sei la mia regina ora.” Io annuisco. Gambe molli. Titubante. Esco dalla macchina. Naiadi applaudono. Ma io sento solo l’eco del piacere. Pelle arrossata. Muscoli doloranti. Sapore di lui in bocca. Unico. Divorante. Ho vissuto. Totalmente. Il campo gira piano. Foglie frusciano. Lui mi passa il postiche biondo. Rido. Rouche vero. Regina delle Amazzoni. Cuore ancora accelerato. Ma calmo. Ceneri calde. Ricordo eterno. Pericoloso. Perfetto.



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