Confessione nell’Atelier: Il Fuoco Divorante con Irène
L’atelier in banlieue parigina. Pomeriggio morto. Silenzio pesante. Entro. Spazio vasto. Tetti alti. Metallo ovunque. Tôles ammucchiate. Pots di pittura. Odore di saldatura. Arc électrique acceca. Fulmine blu. Lei dietro l’établi. Combinaison macchiata. Maschera sulla testa. Mi avvicino. Tossisco. Lei si raddrizza. Rimonta la maschera. Occhi che brillano. ‘François? Che sorpresa!’ Voce rauca. Dio, è più bella. Viso ammorbidito. Capelli corti. Forme generose sotto la tuta. Cuore mi martella. Sudore freddo alla nuca. ‘Devo vederti.’ Lei sorride. ‘Hai tempo?’ ‘Tutto il pomeriggio.’ Pausa. Sguardo che brucia. ‘Bene. Bobbiamo scopare prima. Parleremo dopo.’ Mi trascina. Dietro armadi metallici. Matelas sul pavimento. Lavabo arrugginito. Qui dorme. Si masturba pensando a me. Ricordi folli. Si spoglia lenta. Tuta cade. Solo mutande e reggiseno. Li butta. Nuda. Petto esploso. Vita stretta. Culo ipnotico. Mi fissa. ‘Voglio la tua cazzo. Vediamo se mi fai urlare come prima.’ Pelle freme. Il mio cazzo pulsa. Lei avanza. Mi slaccia. Pantaloni giù. Bocca calda. Suzione profonda. Lingua vortica. ‘Riconoscerei il tuo uccello tra mille.’ Geme. Mi guarda. ‘Mi bagna la figa solo succhiartelo.’ Battito impazzito. Vene gonfie. Urgenza sale. Rosso ovunque. Pericolo nell’aria. Voglio possederla. Ora.
Lei si stacca. ‘Vieni.’ Mi spinge sul matelas. Dura. Sporco. Mi sale sopra. Gambe aperte. Cazzo dritto. Si struscia. Labbra bagnate sul glande. Scorreggia su e giù. Mani sui suoi fianchi. Pelle bollente. Sudore cola. ‘Scopami.’ Entra lenta. Stretta. Calda. Umida. Geme forte. ‘Cazzo, sì!’ Si muove. Ritmo selvaggio. Petto balla. Capezzoli duri. Li mordo. Urla. ‘Più forte!’ Spingo su. Profondo. Colpi secchi. Schiocchi umidi. Sudore mescola. Corpi scivolano. Lei graffia schiena. ‘Mi fai impazzire!’ Acceleriamo. Cuori rimbombano. Fiato corto. Perdiamo controllo. Figa contrae. Stringe. ‘Vengo!’ Esplode. Tremori. Mi travolge. Io resisto. La giro. A pecora. Rientro. Culo alto. Colpi violenti. Palle sbattono. ‘Dammelo tutto!’ Urlo. Sgancio. Sperma caldo. Dentro. Fuori. Lei crolla. Io su. Pelle appiccicosa. Respiro raffiche.
La Febbre
Calma scende. Lenta. Pelle ancora arde. Sudore secca. Odore di sesso. Lei si gira. Sorride. ‘Magnifico. Come ai vecchi tempi.’ Parliamo. Beaux-Arts mollati. Maschi ossessionati. Ora metallo. Sculture vive. ‘Non vendo. Ma continuo.’ Le lascio soldi. Per un’opera. Si arrabbia. ‘Non sono una puttana!’ Arrossisce. Scegliamo. Quella nel mio ufficio. Ancora lì. Centre Pompidou. Rétrospective. Cuore rallenta. Ma fuoco resta. Tocco profondo. Perdita totale. Piacere divorante. Pericoloso. Unico. Lei mi ha marchiato. Per sempre.
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